Anche quest’anno si è svolta la raccolta del Donacibo nella settimana dal 9 al 13 marzo in tutte le scuole del nostro Istituto Comprensivo. È davvero impressionante vedere i bambini dai 3 anni fino ai ragazzi di 14 muoversi per un atto di dono verso gli altri. In un tempo di fatiche, guerre, povertà e solitudine un gesto di bene così semplice ha un valore enorme.
E gli adulti genitori, insegnanti, ausiliari? Naturalmente è attraverso la loro cura, attenzione e sensibilità che i bambini e i ragazzi si muovono come per contagio. Si può trasmettere, indicare, insegnare una strada alle giovani generazioni così che anche loro la possano condividere e mostrare quando saranno uomini e donne del nostro tempo nei vari luoghi del mondo.
Fare il Donacibo non è solo sommare i chili raccolti, ma è molto di più. Si vede un’umanità in movimento, una generosità grande anche dentro a tante situazioni di bisogno.
E allora una collega viene incontro offrendo aiuto nella costruzione o nella chiusura degli scatoloni, un’altra prepara un’attività speciale sulle parole che riguardano il dono, la gentilezza e la generosità, le ausiliarie si occupano di attaccare il cartellone che mostra il gesto e gli alunni di tutte le età si divertono a cantare la canzone del Donacibo con molta partecipazione .
Poi ci sono i bambini, anche quelli più piccoli che fanno a gara per raccogliere i sacchetti al mattino oppure i più grandi che durante l’intervallo aiutano a sistemare il cibo negli scatoloni e lo fanno con cura e con gioia. A gesto finito c’è ancora chi chiede: “Maestra possiamo ancora venire a sistemare gli scatoloni?” E alla risposta che il Donacibo è finito e lo faremo l’anno prossimo si legge nel volto quasi una tristezza, perché siamo fatti per donare e abbiamo tutti un cuore sovrabbondante… Ma questo cuore va educato e il gesto del Donacibo ci fa crescere ogni anno se abbiamo occhi attenti a tutti gesti di bene che accadono.


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